Risuonava nella valle adiacente a Villa Amedeo il suono cupo delle palline sulla terra rossa: siamo nel novembre del 1931. Il campo è stato da poco inaugurato; al Comm. Emilio Averna, il 22 luglio del 1931, era stata rilasciata la tessera N°65 con la quale la Federazione Italiana Lawn Tennis, lo nominava segretario per la realizzazione a Caltanissetta di un campo da tennis. L’area fu individuata nella zona, a valle, della Villa Amedeo di proprietà comunale. Soldi e personale tecnico giunsero direttamente da Roma e il campo fu ceduto alla Federazione Tennis in uso gratuito. Questa disciplina allora considerata elitaria, faticava ad imporsi sul territorio nazionale. A Caltanissetta, s’iniziava l’attività di base in una disciplina che conteneva un “dna” di uguaglianza; infatti, anche alcune donne, che possono essere considerate delle pioniere, si dilettavano con la racchetta. Lo sviluppo e la crescita della nostra amata disciplina sportiva, ricevette un impulso importante il 28 febbraio 1933: data storica, impressa nella memoria di coloro i quali frequentano il circolo. Una foto che immortala quell’evento, che ebbe una cornice di pubblico entusiasta e numeroso, già sembra contenere tracce di un futuro radioso.

Custodite negli archivi del Circolo tennis tante foto d'epoca. In una di queste ammiriamo Stefano Mancold, apprezzato campione dell’epoca; accanto a lui, Ferruccio Illo Quintavalle che conquistò per quattro volte (1933 - 1935 -1936 - 1937) con Valentino Taroni il titolo italiano di tennis, arrivando alle semifinali in Coppa Davis nel 1934; successivamente divenne Direttore generale della Bianchi (biciclette) ed, inoltre, inventò il marchio automobilistico Autobianchi. Gigi Orsini svetta al centro. Poi è la volta di Guido Cesura, personaggio di spicco nel tennis d’Italia per decenni. Già ottimo giocatore, poi dirigente e giornalista, nel 1939 pubblicò la prima edizione di “Tennis”, libro popolarissimo in Italia per circa due generazioni. Infine apprezziamo la figura dell’indimenticato campione Giovanni Palmieri, glorioso tennista italiano (fra i primi dieci al mondo in quel periodo) vincitore degli internazionali d'Italia del 1934 e finalista dello stesso torneo nel 1935 . Uno dei figli, Sergio, è il direttore degli Internazionale di Roma. Una lettura postuma, forse condizionata da un eccesso di amore verso il nostro tennis, scorge in quell’esibizione, un presagio fausto, propizio e proficuo; una sorta di “imprimatur” che nel tempo ha accompagnato la crescita del TC Villa Amedeo e delle attività ad esso correlate.